XX° anniversario del Convegno su Neodruidismo e Stregoneria

XX° anniversario del Convegno su Neodruidismo e Stregoneria

Conferenza di Apertura del 20° Convegno su Neodruidismo e Stregoneria tenutosi in concomitanza con i festeggiamenti di Samonios 2022

Relatori: Ossian D’Ambrosio, Maria Feo, Michela Fedozzi, Valentina Minoglio, Silvia Shells

Quella del Convegno di Neodruidismo e Stregoneria, che quest’anno compie 20 anni, è una storia che possiamo sicuramente definire magica: una storia che inizia con quelle scelte di cui non ci si rende conto nel momento in cui vengono fatte: a volte quasi per scherzo oppure conseguenza di una serie di circostanze fortuite che poi però portano a qualcosa d’incredibilmente grande e potente. Come una goccia di rugiada formatasi su uno stelo d’erba che poi, cadendo, diviene a poco a poco un fiume, e cioè una “strada” da navigare assieme.

“Questo appuntamento forse lo preferisco a Beltane” inizia a spiegarci Ossian D’Ambrosio, Arcidruida del Cerchio Druidico Italiano, “perché è un vero e proprio ritrovo della famiglia“. E guardandoci attorno, seduti a quel lungo tavolo ad ascoltare i ricordi del passato, capiamo anche noi che è proprio così.

Questo convegno inizialmente si teneva al Castello di Massazza, non molto distante dalla Fattoria dove si svolge oggi ma con alcune problematiche, “come il Castellano” scherza Ossian, e la presenza di persone tipicamente ed esclusivamente “babbane” (appellativo caro a Maria Feo per quelle persone che non hanno nel loro cuore e nella loro mente neanche un pizzico di magia).

Dopo il secondo convegno però sono emerse altre difficoltà, ed è stato grazie alla partecipazione attiva del Circolo dei Trivi (ma non solo) che è stata possibile una vera e propria rinascita, necessaria e magica, che anno dopo anno ha portato il convegno a divenire la realtà che possiamo vivere in questi giorni di Samonios 2022.

“Agli inizi eravamo già Antica Quercia, eravamo già Beltane” ci spiega Michela Fedozzi “Eravamo un gruppo solido che ci metteva passione e investiva tempo e denaro nell’organizzazione di incontri e nello studio. Ele Pauletti fu in sostanza il fondatore delle feste celtiche in Italia, un’anima antica, autoironica e anche autocritica. La sua risata è riecheggiata nei nostri cuori per molto tempo dopo la sua scomparsa e ancora oggi dobbiamo a lui moltissimo.

Essere una risata, come soleva dire, significa del resto non prendersi troppo sul serio, e questo è fondamentale per andare avanti e costruire qualcosa assieme”.

L’associazione ha contribuito alle spese per inviare partecipanti ai convegni di personalità di spicco come quello di Phillis Currot, da cui Michela è tornata con moltissimi appunti, ma dove in realtà i piccoli gesti insegnavano più di tante parole. Una volta a casa ha anche capito che, se pur interessanti, in quei corsi mancava qualcosa e stava all’Anticaquercia crearlo, qualcosa di unico che non poteva esser trovato altrove o su semplici libri. Era necessario un luogo di confronto dove invitare delle guide autorevoli, dove confrontarsi e studiare assieme; in sostanza la creazione di un ambiente in cui crescere, attraverso la ricerca e anche gli errori, fatto di persone e maestri, dove gli insegnamenti e il confronto potessero veramente essere un terreno fertile in cui affondare le proprie radici scoprendo un antico retaggio.

Questo fu l’inizio. Fu quella goccia, fresca e ricchissima che ha dato inizio a una corrente capace di guidarci e di connetterci, anno dopo anno, incontro dopo incontro.

“Siamo riusciti a creare cose belle” conclude Michela: “Sono stati bei momenti, ma in fondo cosa sono 20 anni? Basta fare un passo indietro… Ok, forse *due* passi indietro, per ricordare e ritrovarci, riscoprirci in questi ricordi“.

Il simbolo del Convegno di quest’anno è la mela: il melo è infatti un albero oghamico (e dunque simbolo druidico) legato a Samonios, ma se tagliamo la mela al suo interno troviamo la stella a cinque punte che è richiamo alla tradizione Wicca: la mela è quindi il simbolo perfetto per questo convegno.

Dal 2001 al 2015 Maria Feo, moglie di Ossian, ne è stata l’anima, la forza motrice che con determinazione ha organizzato assieme all’Arcidruida gli incontri, sapendo quasi istintivamente cos’era veramente necessario per portare avanti questo progetto. Nel 2002 però una scissione interna al gruppo Anticaquercia porta a una mancanza pesante di partecipazione, e a domandarsi se fosse ancora conveniente organizzare il convegno.

Fu Davide Marrè, fondatore del Circolo dei Trivi che, chiamando Ossian per sapere se in quel 2002 si sarebbe svolto il convegno (che era alla sua seconda edizione e allora si chiamava ancora “Dalle guaritrici di campagna alla Wicca moderna“), rispose alle sue perplessità con una risposta immediata e decisa: “Non ti preoccupare, ti diamo noi una mano“.

“Abbiamo ritrovato la forza, abbiamo ritrovato dei fratelli” continua il Druida: “Persone che ci hanno sorpreso con la loro precisione e verve polemica, sana e necessaria, che ancora oggi contraddistingue il Circolo dei Trivi, la grande comunità Wicca italiana che proprio quest’anno festeggia i 20 anni dalla sua fondazione“.

“Siamo rimasti polemici” hanno precisato Valentina Minoglio e Silvia Shells, grandi sacerdotesse Wicca “proprio per evitare le mele marce e creare così il cuore della comunità, facendo un lavoro enorme”, un lavoro che ovviamente non è stato fatto solo all’interno, e al tempo stesso non si è limitato alla collaborazione durante i convegni autunnali: il labirinto del Parco Arcobaleno ad esempio è stato costruito assieme, Anticaquercia e Circolo dei Trivi, ed è sicuramente un segno tangibile e visibile di questa fratellanza.

La storia stessa è intrecciatissima, fatta di rapporti e di equilibri, confronti e accadimenti in cui alcuni, come spesso accade, hanno cercato di mettere zizzania, volontariamente o a causa d’incomprensioni. Ma, anche se non sono tutte rose e fiori, oltre gli aneddoti tristi e le separazioni, ci sono aneddoti felici e riconciliazioni: “Ognuno di noi è una stella imperitura ma solo assieme possiamo formare il firmamento” (cit.) e ognuno di noi deve trovare, prima o poi, il gruppo giusto, il gruppo migliore in cui brillare con i propri talenti, percorrendo la propria strada, per trovare prima sé stessi e poi tornare a brillare come e più di prima.

Questo gruppo, questa comunità, è così: riesce a tornare e ritrovarsi come se il tempo non fosse passato, ricominciando discorsi sospesi come se nulla fosse: questo è il potere di una comunità magica, lo stesso potere che ha dato al Circolo dei Trivi la forza di sdoganare la figura della strega da quella dell’immaginario comune portandola nel quotidiano, oppure al Cerchio Druidico la forza di separare la cultura celtica dalle strumentalizzazioni della politica: un potere fortissimo, quello di una comunità che riesce insieme a superare ogni ostacolo.

E così siamo cresciuti, assieme: eravamo giovani, e a volte gretti con il nostro modo di vedere il mondo e di descriverlo, con i nostri limiti, ma abbiamo capito attraverso questo viaggio chi sono veramente le persone che non ci hanno mai abbandonato. Due gruppi che si sostengono a vicenda e che grazie ai differenti punti di vista, studi, percorsi, continuano anche oggi a contribuire a questa crescita.

“Molti anni fa mi chiesero cosa servisse alla comunità neopagana italiana e, al tempo, la domanda mi spiazzò. Non seppi cosa rispondere. Oggi cosa risponderei a questa domanda? Risponderei… Questo” conclude Ossian indicando tutti i presenti.

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